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Tre Ministri in Cilento per l’importanza della dieta mediterranea

Lunedì 15 aprile, in occasione della prima Giornata nazionale del Made in Italy, il Ministero della Salute organizzato e presenziato in Cilento, nella provincia di Salerno, l’evento denominato “Dieta mediterranea – Promuovere stili di vita sani e preservare il nostro patrimonio alimentare”. Alle ore 11, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha visitato il Museo della dieta mediterranea di Pioppi dove lo studioso Ancel Keys aveva condotto uno storico studio che aveva evidenziato i benefici della dieta mediterranea per la prevenzione delle malattie croniche degenerative. Alle 15.30, a Paestum, presso il Museo del Parco archeologico, si è tenuto l’evento, moderato dalla conduttrice televisiva Daniela Ferolla, dedicato alla promozione degli stili di vita sani e della dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Sono stati previsti momenti di confronto con un panel d’esperti e l’intervista al ministro della Salute. Insieme al ministro Schillaci e al sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato, sono intervenuti il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il vice ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli. Alle 18 si è invece tenuto l’incontro “Il valore della dieta mediterranea coniugando salute e gusto” a cura di Alessandro Circiello, chef e presidente dell’Unione regionale cuochi Lazio, che ha proposto un menù ideato sulla base dei 5 colori della dieta mediterranea. L’evento del pomeriggio era stato trasmesso in diretta streaming sul sito del Ministero della Salute: www.salute.gov.it.

Perché La dieta Mediterranea?

La dieta del Mediterraneo svolge un ruolo cruciale nella prevenzione di alcune malattie cronico-degenerative in aumento nel nostro Paese, come il diabete, l’obesità, la sindrome metabolica, le patologie cardiovascolari e osteoarticolari, e i tumori. Questi disturbi sono spesso correlati ad un allontanamento dalle tradizionali abitudini alimentari mediterranee, accentuato dal ritmo frenetico della vita moderna e dalla dipendenza da cibi preconfezionati o consumati fuori casa con eccessiva frequenza. Inoltre, l’introduzione di alimenti non appartenenti al modello alimentare tradizionale può provocare squilibri nutrizionali.

I vantaggi della dieta del Mediterraneo sono in gran parte dovuti a specifici componenti, come gli acidi grassi monoinsaturi, in particolare l’acido oleico presente nell’olio d’oliva, la fibra presente in ortaggi, frutta e legumi, e gli antiossidanti presenti in frutta, verdura e vino rosso, come i bioflavonoidi. Inoltre, il piacere del gusto rende la dieta mediterranea un alleato efficace anche per il controllo del peso. La vasta gamma di ingredienti disponibili permette di preparare una grande varietà di piatti, sempre diversi e colorati, durante tutte le stagioni, evitando la monotonia.

Importanza della Stagionalità e Sostenibilità della Dieta Mediterranea

Optare per l’acquisto di frutta e verdura di stagione offre numerosi benefici. Contribuisce alla biodiversità alimentare, fondamentale per garantire al nostro organismo tutti i nutrienti necessari per mantenere la salute. Ciò avviene perché consumare ortaggi e frutti durante il periodo di maturazione naturale assicura il massimo contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti, proprio nel momento in cui sono più utili. Di conseguenza, questi prodotti saranno anche più gustosi, colorati e profumati. Non da ultimo, i prodotti di stagione tendono ad avere un prezzo inferiore.

Oltre a favorire il nostro benessere, la stagionalità rispetta anche l’ambiente, promuovendo la rotazione delle colture e la diversificazione degli ortaggi in ogni area, preservando così la biodiversità dei territori. Rispettare la stagionalità è quindi un elemento di grande importanza nelle nostre scelte alimentari, al quale, se possibile, non dovremmo mai rinunciare.

Come accennato, una parte significativa della dieta mediterranea include cereali, legumi e verdure, che, rispetto agli alimenti di origine animale, richiedono minori risorse naturali e generano minori emissioni di gas serra. Inoltre, l’approccio alimentare mediterraneo comporta porzioni tendenzialmente moderate e un consumo prevalente di cibi freschi e poco trasformati, il che contribuisce a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale complessivo.

Dieta Mediterranea 14 anni di UNESCO

Per queste ragioni la dieta è stata inserita nella lista dei patrimoni immateriali UNESCO nel 2010. Come leggiamo dal sito infatti:

“La Dieta Mediterranea costituisce un insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, che comprendono le coltivazioni, il raccolto, la pesca, la conservazione, lavorazione, la preparazione e, in particolare, il consumo degli alimenti. […]. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) riguarda di più che i semplici alimenti. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti comuni rappresentano la pietra angolare delle usanze sociali e degli eventi festivi. Essa ha dato origine a un considerevole corpo di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. Si tratta di un sistema radicato nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e artigianali legate alla pesca e all’agricoltura nelle comunità mediterranee […]. Le donne rivestono un ruolo particolarmente vitale nella trasmissione delle competenze, nonché della conoscenza di rituali, gesti e celebrazioni tradizionali, e nella salvaguardia delle tecniche.” (dalla Decisione 5.COM 6.41 adottata a Nairobi il 16.11.2010)

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